Trasversale, comitati sul piede di guerra

Trasversale, comitati sul piede di guerra

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Continua la battaglia dei comitati in vista del completamento della trasversale per Orte. Il Comitato di Santa Maria sul Mignone, del Rachese e della Farnesiana invitano i responsabili del Comune di Tarquinia, della Regione Lazio, della Provincia di Viterbo, parlamentari, cittadini domani alle 12 all’Agriturismo Campo di Marta, via di Montericcio 1, in località Montericcio a Tarquinia. «In sintonia con l’amministrazione comunale – spiegano i comitati – ci battiamo per il completamento della superstrada lungo il percorso “viola” perchè di minore impatto complessivo per l’agricoltura, il turismo, gli insediamenti residenziali, ma soprattutto ambientale. Infatti, il progetto “viola’’ – affermano i comitati – fu il primo ad essere sviluppato da Anas, trattandosi del percorso più conveniente sotto ogni punto di vista».

«Chiediamo il rispetto di un territorio, di una città e dei suoi abitanti. Le Piane del Mignone – affermano i comitati – sostengono un fiorente settore primario. L’attuale suddivisione dei terreni in lotti di circa 5/10 ettari, eredità dei piani di bonifica e di sviluppo rurale degli anni Cinquanta, ha fatto nascere aziende di piccola e media estensione, che sarebbero danneggiate dalla realizzazione della superstrada e dalle opere complementari. Inoltre il tracciato ipotizzato – proseguono – avrebbe una forte ripercussione negativa su Tarquinia: allontanerebbe infatti il notevole flusso turistico che interessa soprattutto i siti archeologici etruschi – Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco – con pesanti conseguenze per le strutture turistico-ricettive”. Da ultimo i comitati puntano il dito contro l’assenza di uno svincolo vicino a Tarquinia. «Il 28 aprile – concludono – è prevista la conferenza di servizi, in quella sede i partecipanti avranno purtroppo davanti una sola opzione: il percorso “verde. Noi non siamo per il “no” a tutte le opzioni, perché vogliamo che la superstrada venga completata. Tuttavia, siamo contrari ad aprire un nuovo asse di attraversamento, creando una ferita irreversibile nel territorio. Chiediamo che si approvi il percorso “viola”, che risulta essere il meno impattante».